Le emorroidi: sintomi, cause e rimedi

Cosa sono le emorroidi?

Il termine emorroidi viene comunemente utilizzato per indicare la patologia emorroidaria, cioè una disfunzione legata all’infiammazione delle vene emorroidali che scivolano all’esterno della loro sede naturale, nell’ano, a causa del cedimento della mucosa rettale. In alcuni casi si produce la formazione di un grumo di sangue (trombo o coagulo), che aumenta notevolmente il dolore. A seconda della loro ubicazione, vengono definite emorroidi interne o esterne. Le prime rimangono localizzate all’interno del canale anale, non sono visibili e sono generalmente indolori a meno che non siano processate (cioè fuoriuscite verso l’esterno) o associate a ragadi; le seconde, le emorroidi esterne, sono visibili ad occhio nudo, si sviluppano vicino all’ano, fuoriescono facilmente e appaiono come protuberanze dure e dolenti.

Perché si infiammano?

L’infiammazione delle vene emorroidali può avere diverse cause tra cui:

  • Predisposizione familiare
  • Stipsi cronica
  • Diarrea cronica
  • Alimentazione ricca di cibi o bevande irritanti per la mucosa intestinale (peperoncino, insaccati, alcol, cioccolato, frutta secca, spezie piccanti)
  • Farmaci (es. antibiotici, lassativi)
  • Abuso di alcol e/o nicotina
  • Sedentarietà
  • Sforzi eccessivi
  • Gravidanza
  • Stazione eretta prolungata.

Chi è lo specialista e quando andarci?

La diagnosi avviene mediante una visita dallo specialista colon-proctologo. Il medico ispeziona la zona rettale per esaminare le caratteristiche del prolasso. Possono essere utilizzati degli strumenti che facilitano l’osservazione, come anoscopio, proctoscopio o sigmoidoscopio. Le emorroidi costituiscono una patologia anale molto diffusa e spesso si tende a preferire il fai da te al consulto specialistico, rischiando però di aggravare la situazione. È importante sottolineare che i sintomi delle emorroidi caratteristici  sono comuni a diversi altri disturbi proctologici, spesso etichettati erroneamente come emorroidari. Per questo motivo, la diagnosi di emorroidi spetta esclusivamente al medico, che dev’essere contattato il prima possibile per assicurarsi che sintomi apparentemente banali, non nascondano invece patologie ben più importanti.

Quando sono da operare?

In relazione alla gravità della patologia, le emorroidi vengono classificate in quattro gradi:

  • 1 grado: rimangono all’interno dell’ano e sono visibili solo con anoscopio. Ci si accorge della loro presenza per il sanguinamento, mentre il dolore è spesso assente.
  • 2 grado: in condizioni normali rimangono all’interno e fuoriescono solo al momento della defecazione, poi rientrano spontaneamente.
  • 3 grado: professano all’esterno in maniera definitiva e necessitano di un intervento manuale per riposizionarsi all’interno del canale. Sono generalmente dolorose.
  • 4 grado: il prolasso è completo e le emorroidi rimangono sempre all’esterno. Non si riesce a riposizionare all’interno semplicemente con la manovra manuale. Una delle complicanze acute più frequenti è la trombosi, che colpisce generalmente le emorroidi esterne e più raramente le emorroidi interne. Consiste nella formazione di un coagulo di sangue all’interno della varice infiammata con associato rigonfiamento, prurito e dolore intenso. Il ripetersi di questi episodi rende necessario l’intervento di asportazione chirurgica delle emorroidi, che viene utilizzato anche per risolvere i casi più gravi di sanguinolento eccessivo e persistente e di emorroidi di 4 grado.

Come alleviare il dolore?

Per alleviare il dolore, può essere utile fare semicupi con acqua tiepida e detergente specifico a ph acido, in modo da rilasciare lo sfintere anale e ridurre la pressione sulla zona infiammata. È controindicato fare lavaggi con acqua molto fredda, perché questo potrebbe causare uno spasmo della muscolatura anale con conseguente strozzamento dei noduli emorroidali. Dopo il lavaggio può essere utile mettersi sdraiati sul fianco, in modo da cercare di rilassare il più possibile lo sfintere anale e applicare delicatamente pomate o supposte specifiche, contenenti sostanze ad azione antinfiammatoria, anestetica, disinfettante e di rafforzamento della parete venosa.

Sono ereditarie?

Tra i fattori predisponenti le emorroidi, rientra anche la predisposizione familiare e personale alla debolezza delle pareti venose e alla tendenza alle varici anche in altri distretti corporei.

Come curare le emorroidi?

La cura delle emorroidi varia a seconda della gravità della patologia. Nei casi più semplici è sufficiente correggere le abitudini alimentari e fare un po' di attività fisica. Nei casi più gravi invece, l’unica soluzione efficace rimane l’intervento chirurgico. Tra i due estremi esistono una serie di interventi ambulatoriali, effettuati dallo specialista, che possono migliorare la condizione del paziente come la fotocoagulazione, le legature elastiche, la scleroterapia iniettiva. Ci sono poi buone abitudini, come l’igiene anale con acqua tiepida e sapone acido e rimedi utili per le emorroidi come pomate, supposte ad azione decongestionante anestetica e disinfettante, che possono aiutare a curare le emorroidi in fase iniziale e alleviarne i sintomi.

Tra i farmaci più utilizzati per curare le emorroidi ci sono:

  • Anestetici locali (Benzocaina, Lidocaina, Dibucaina): utili per mascherare il dolore e velocizzare la guarigione. Si applicano localmente da 2 ad un massimo di 6 volte al giorno, a seconda del dosaggio contenuto nel prodotto;
  • Steroidi (idrocortisone, fluocinolone, fluocortolone, beclometasone): hanno azione antinfiammatoria e diminuiscono il dolore e il prurito anale. Si applicano localmente 1 o 2 volte al giorno;
  • Antitrombotici (es. Hirudoid pomata): ha attività antinfiammatoria e antitrombotica e viene generalmente indicato in presenza di trombi emorroidi.

Tra i rimedi naturali per emorroidi troviamo:

  • Rusco: azione astringente e vasocostrittorice
  • Amamelide: attività antinfiammatoria cicatrizzante e astringente
  • Cipresso: antispastico, vasocostrittore e pseudo- anestetico
  • Iberico: cicatrizzante, astringente, disinfettante.

Può risultare molto utile affiancare al trattamento topico, un'integrazione mirata per via orale a base di fleboprotettori, cioè sostanze che vanno a rafforzare la parete delle vene emorroidali come i bioflavonoidi (la diosmina, la quercetina, la tutina, l’esperetina, le antocianine del mirtillo, ecc..). Queste sostanze possono essere assunte nel momento acuto a dosaggi più alti ed essere invece continuate a cicli per lunghi periodi, a dosaggi inferiori, come prevenzione.

Alimenti consigliati in caso di emorroidi

Gli alimenti consigliati in caso di emorroidi sono i cibi che favoriscano il normale svuotamento intestinale, poiché la stitichezza è una delle prime cause scatenanti.
Quindi assumere cibi ricchi di fibre, come frutta e verdura, senza però esagerare poiché in alcuni soggetti possono aggravare la stitichezza come:
  • Cereali integrali come avena, orzo, quinoa, ecc
  • Tuberi, come barbabietola rossa, patate, ecc
  • Castagne
  • Yogurt bianco

Cibi da non mangiare

  • Cibi piccanti: peperoncino, pepe, rafano, senape, zenzero, wasabi, ravanello, aglio, cipolla, scalogno, ecc
  • Molecole nervine: alcolici, caffè, cacao, cioccolato, tè fermentati, ecc
  • Limitare il consumo di zucchero, sale e additivi alimentari

In caso di stipsi invece evitare:

  • Cibi astringenti, come tè, caci acerbo, banana acerba, ecc
  • Fritti e intingoli
  • Bevande gassate
  • Insaccati, formaggi e scatolame.


Dott. ssa Claudia Masinelli


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