Colesterolo: amico o nemico della salute?

Un italiano su tre ha il colesterolo alto.

Il colesterolo Ldl, quello chiamato “cattivo”, rappresenta il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Negli ultimi vent’anni il valore medio del colesterolo in Italia è aumentato sia negli uomini (da 205 a 211 mg/dL), sia nelle donne (da 207 a 217 mg /dL) portando l’ipercolesterolemia a passare dal 20,8 al 34,3% negli uomini e dal 24 al 36,6% nelle donne. Questi dati sono forniti dall’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare (Oec)/Health Examination Survey (Hes).

Cos’è il colesterolo?

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue che viene in gran parte prodotto dall’organismo, mentre in minima parte viene introdotto con la dieta. Il colesterolo è coinvolto in diversi processi fondamentali per il funzionamento dell'organismo, ma quando è presente in quantità eccessiva costituisce uno dei fattori di rischio maggiori per le malattie cardiache poiché tende a depositarsi sulle pareti delle arterie rendendole più spesse e rigide.
Questo processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di placche vere e proprie che ostacolano - o bloccano del tutto - il flusso sanguigno, con conseguenti rischi a carico del sistema cardiovascolare.

Il colesterolo presente nel sangue viene trasportato all’interno di strutture molecolari chiamate lipoproteine. Tra queste si possono distinguere le lipoproteine a bassa densità o LDL (Low Density Lipoprotein, da cui deriva la sigla), conosciute anche come colesterolo "cattivo", perché trasportano l’eccesso di colesterolo dal fegato alle arterie e lo rilasciano nei vasi con conseguente aterosclerosi e le lipoproteine ad alta densità o HDL (High Density Lipoprotein), conosciute a loro volta come colesterolo "buono", perché favoriscono la rimozione del colesterolo dal sangue e la sua eliminazione. Il colesterolo totale che si misura nel sangue è a grandi linee la somma di LDL + HDL.

Valori di riferimento del colesterolo

Il colesterolo alto può essere diagnosticato solo attraverso un esame del sangue. Sarà in questo modo possibile dosare i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL. I valori sono espressi in milligrammi per decilitro (mg/dl) e sono stati associati a gradi differenti di rischio cardiovascolare. Mentre sono auspicabili livelli bassi di colesterolo totale e di colesterolo LDL, sono desiderabili livelli alti di colesterolo HDL.

Quando cominciare a misurare il colesterolo?

Non esistono criteri universali su quando cominciare a tenere sotto controllo il colesterolo, ne’ su quando smettere. Diciamo che il medico dovrebbe regolarsi sulla base del profilo di rischio individuale del paziente. Inoltre è importante misurare non solo il colesterolo totale, ma dosare il più completo pannello lipidico che permette di valutare Il colesterolo totale, Hdl (Colesterolo “buono”), Ldl ( colesterolo “cattivo”) e trigliceridi. Questo tipo di valutazione è facilmente fruibile nei laboratori analisi come anche nelle Farmacie Specializzate.

Per chi non manifesta sintomi un primo controllo negli uomini va fatto intorno ai 40 anni e nelle donne intorno ai 50 anni o in post-menopausa. Nel caso ci fossero familiarità, malattie croniche, esempio il diabete, utilizzo di farmaci (es. contraccettivo orale) o altri fattori di rischio, la valutazione del pannello lipidico andrebbe anticipata intorno ai 35 anni nei maschi e 40 anni nelle femmine in linea generale, ma potrebbe essere anche ulteriormente anticipata.

Con che frequenza controllare il colesterolo?

Anche in questo caso dipende molto dalle condizioni di salute personali. È utile misurare il colesterolo almeno una volta all’anno, a meno che il medico curante non consigli altre tempistiche o in fase di monitoraggio di una terapia farmacologica o di una integrazione alimentare specifica.
Per chi è sano , non ha famigliarità con disturbi cardiovascolari e ipercolesterolemia ne’ altre patologie croniche può verificarlo anche ogni due anni.

Quali sono i sintomi e le cause del colesterolo alto?

Nella maggior parte dei casi il colesterolo alto è asintomatico. Le cause del colesterolo alto possono essere molteplici: la predisposizione genetica (ipercolesterolemia familiare), il consumo eccessivo di alimenti contenenti grassi saturi e colesterolo, il sovrappeso, l'obesità, la mancanza di attività fisica, abitudine al fumo e consumo di alcol, utilizzo protratto di alcuni farmaci come cortisonici e pillola contaccettiva, patologie quali il diabete, la cirrosi e l’ipotiroidismo.

Cosa succede invece se il colesterolo è troppo basso?

Il colesterolo basso, più propriamente ipocolesterolemia, è un disordine metabolico caratterizzato da livelli di colesterolo nel sangue inferiori alla soglia di 130 mg/dl. Occorre ricordare che il colesterolo, per quanto demonizzato, è una molecola fondamentale per l’organismo in quanto svolge importantissime funzioni - è per esempio il precursore della vitamina D, dei sali biliari, degli ormoni sessuali e di quelli steroidei, contribuisce a formare e a riparare le membrane cellulari ecc. - e per questo motivo valori troppo bassi di colesterolo risultano pericolosi per la salute.

Quali farmaci riducono il colesterolo?

È importante ricordare che la prevenzione è la strategia principale per mantenere la colesterolemia entro i livelli consigliati. Qualora fosse necessario il ricorso al trattamento farmacologico, diverse sono le opzioni a disposizione.

Le statine sono molecole che bloccano la produzione di colesterolo LDL e incrementano la capacità del fegato di eliminare quello già in circolo nel sangue. I sequestranti della bile si legano ai sali biliari che contengono abitualmente una discreta quota di colesterolo da eliminare e ne impediscono il riassorbimento intestinale. In questo modo maggiori quantitativi di colesterolo LDL vengono eliminati con le feci, con riduzione dei livelli circolanti. La Niacina (o acido nicotinico) abbassa i livelli di colesterolo totale e di LDL a favore della quota HDL.

Ridurre il colesterolo con gli integratori

Un altro metodo efficace, che non prevede l'utilizzo di farmaci, è l'assunzione di integratori per la riduzione del colesterolo.

La maggior parte degli integratori ipocolesterolemizzanti è a base di Riso rosso fermentato ottenuto dalla fermentazione del riso con un lievito, il Monascus purpuleus , che gli conferisce il colore rosso. Il principio attivo che viene prodotto è la monacolina k, presente solitamente negli integratori, che ha una struttura chimica sovrapponibile a quella della lovastatina, quindi agisce come una statina a tutti gli effetti attraverso l’inibizione competitiva dell’enzima HMG-CoA reduttasi. Attualmente la normativa italiana consente la vendita libera di integratori per la riduzione del colesterolo che contengano fino a 10 mg/die di monacolina k e somministrata a questo dosaggio è in grado di determinare un abbattimento dei valori ematici di colesterolo compreso tra il 19 e il 24 %.

Anche il trattamento con i funghi medicinali può aiutare ad abbassare il colesterolo, in particolare il Ganoderma Lucidum meglio conosciuto come Reishi tra le innumerevoli proprietà è capace di bloccare la produzione di colesterolo a livello epatico.

Provocano effetti collaterali gli integratori per colesterolo?

Trattandosi di un prodotto derivato da un processo naturale, la monacolina k presente negli integratori contro il colesterolo viene generalmente percepita come una statina “naturale” e quindi meno pericolosa, ma proprio perché tanto affine alla statine di sintesi non bisogna usarla con leggerezza e considerare che oltre agli indiscutibili effetti benefici può anche causare reazioni indesiderate.

Tra i principali effetti avversi si possono verificare dolori muscolari, innalzamento dei livelli di alcuni enzimi (cpk), miopatie e danni a carico del fegato. I danni ai muscoli, più o meno gravi possono culminare nella rabdomiolisi, cioè la rottura delle fibre muscolari.

Cosa fare per evitare gli effetti avversi delle Statine?

Per limitare i dolori muscolari è fondamentale associare le statine e la monacolina k all’ ubiquinone, popolarmente noto come Coenzima Q10.
Questo perché tutte le statine, naturali e non, oltre a inibire la produzione del colesterolo a livello epatico, riducono anche la produzione del coenzima q 10 dal 16% al 54% determinandone una carenza a livello mitocondriale e conseguente mialgia e crampi muscolari.

Spesso l’ubiquinone viene già aggiunto agli integratori contenenti monacolina k, ma in quantità non sufficiente per cui potrebbe essere utile affiancare un integratore unicamente a base di coenzima q10 o ancora meglio di ubiquinolo che rappresenta la sua forma attiva.


Gli Omega 3 servono per abbassare il colesterolo?

Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi definiti essenziali perché l’organismo non è in grado di produrli autonomamente e devono essere introdotti con la dieta.

Alimenti ricchi di Omega 3 adatti per abbassare il colesterolo sono il pesce azzurro, il krill, le alghe, le uova ma anche semi oleaginosi e frutta a guscio. Gli Omega 3 introdotti con la dieta sono in grado di abbassare i livelli di trigliceridi nel sangue e di conseguenza hanno un effetto riflesso sul colesterolo LDL e colesterolo totale.

Consigli per mantenere il colesterolo sotto controllo

Per tenere sotto controllo i livello del colesterolo è importante adottare stili di vita sani:

- fare regolare attività fisica;
- seguire un’alimentazione a basso contenuto di grassi saturi;
- non fumare;
- limitare il consumo di alcolici;
- controllare il peso corporeo e valutare la Composizione Corporea;
- fare regolarmente controlli dei valori ematici di colesterolo totale Hdl, LdL e trigliceridi


Dott. ssa Claudia Masinelli


I consigli del nostro laboratorio

Di seguito gli integratori per abbassare il colesterolo consigliati dai nostri Farmacisti. 

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